24 regole per la vita


La raccolta completa dei 24 principi etici basati su biologia, mitologia, religione, letteratura e ricerca scientifica del Prof. Jordan Peterson.

Jordan Peterson

Se dovessi nominare l’autore che più ha influenzato il mio percorso di crescita personale negli ultimi 5 anni, sceglierei senza dubbio lo psicologo clinico e professore universitario canadese Jordan Peterson.

In un Occidente in crisi d’identità e in una società sempre più liquida, Peterson ci ricorda quei valori e quei principi profondi che hanno guidato l’essere umano per millenni. Valori che troppo spesso diamo per scontati o che, peggio, siamo pronti a sacrificare nel nome del “politicamente corretto“.

Le sue innumerevoli lezioni su Youtube e le sue conversazioni fiume come ospite nei podcast internazionali di maggior successo sono state viste e ascoltate centinaia di milioni di volte, rendendolo in pochi anni uno degli intellettuali più influenti in Occidente.

È dunque facile perdersi nello sterminato materiale condiviso dall’ex Professore di Harvard negli ultimi 5 anni.

Fortunatamente, a partire dal 2018, il Prof. Peterson ha pubblicato due libri:

  1. 12 rules for life: an antidote to chaos (tradotto in italiano in “12 regole per la vita – un antidoto al caos“).
  2. Beyond order: 12 more rules for life (non ancora disponibile in italiano… e di questo parleremo più avanti).

In questi due testi sono raccolti i 24 principi cardine del Peterson-Pensiero.

Avendo recentemente completato la lettura del secondo testo (“Beyond Order”), ho pensato di condividere con i lettori di EfficaceMente la lista completa delle 24 regole, accompagnate da un mio breve commento.

Si tratta di una sintesi-promemoria che ho realizzato per me stesso e che spero possa dimostrarsi utile anche a te 😉

Che sia ben inteso però… sintetizzare porta inevitabilmente a semplificare.

Ogni capitolo dei due libri di Peterson è infatti un breve trattato di teologia, biologia, filologia e psicologia messe insieme.

Lungi da me quindi voler banalizzare le parole di Peterson. Se mai avrai questa impressione nei prossimi minuti, sarà una ragione in più per leggere la versione estesa di queste regole che trovi nei libri originali.

Chiarito questo punto, iniziamo con la prima sequenza di 12 regole tratte dal primo libro di Peterson:

1. Stai diritto, con le spalle bene indietro

Mantenere una postura diritta non è solo un buon consiglio “fisioterapico”.

Affrontare la vita a testa alta e con la schiena dritta significa assumersi le proprie responsabilità. Significa non aver paura di esprimere il proprio pensiero. Significa avere il coraggio di vivere appieno, consci dei rischi, ma mai paralizzati da essi.

La postura a cui fa riferimento Peterson è una postura metafisica, ma tirar fuori il petto e raddrizzare le nostre spalle è un gesto fisico in grado di innescare un nuovo atteggiamento mentale.

Ci aiuta infatti a cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi, ma aiuta anche il mondo a vederci con occhi nuovi.

2. Tratta te stesso come fai con chi si affida a te

A volte siamo i nostri peggiori carnefici.

Il paradosso infatti è che come esseri umani riusciamo a provare molta più empatia per gli altri (o addirittura per gli animali), di quanto facciamo per noi stessi.

A volte dovremmo semplicemente mettere a tacere il nostro Io iper-critico e iniziare a prenderci cura di noi stessi come faremmo con il nostro migliore amico/amica.

3. Scegli amici che vogliono il meglio per te

Le persone che frequenti ti rendono una persona migliore o peggiore?

Non è una domanda difficile e dentro di te sai già la risposta.

Se le tue attuali cerchie sociali sono terreno fertile per abitudini distruttive atteggiamenti negativi o, in generale, ti portano a pensare, comportarti e vivere al di sotto del tuo reale potenziale, hai la responsabilità di cambiare frequentazioni.

Ne va della tua vita.

4. Confrontati con chi eri ieri invece di paragonarti a qualcun altro

Compararci continuamente con la vita filtrata ed editata che milioni di altre persone stanno postando in questo momento sui propri canali social ci porta inevitabilmente a provare invidia, ansia da prestazione e senso di inadeguatezza.

Non possiamo però comparare pagina 100 del “libro della vita” di un’altra persona, con la pagina 1 (o 10) del nostro “libro”.

In generale le vite di due persone, per quanto simili, non sono mai davvero confrontabili.

Se proprio vogliamo confrontarci con qualcuno, quel qualcuno dovrebbe essere chi eravamo ieri o l’anno scorso.

Siamo cresciuti, maturati e migliorati rispetto a lui o lei? Questo è l’unico vero termine di paragone che dovremmo avere.

5. Non permettere che i tuoi figli facciano qualcosa che te li farà piacere di meno

È facile recriminare o dare la colpa ai nostri figli per ciò che in loro non ci piace. Prima perché “sono solo bambini“, più avanti perché “l’adolescenza è un’età difficile“.

È innegabile che il mestiere del genitore sia uno dei più difficili e, nell’assenza di prove generali, lo si impara spesso sulla pelle dei propri figli.

Ricorda però che sei tu l’adulto, non loro.

Se tu non sopporti le loro azioni o atteggiamenti, pensa quanto potranno farlo persone a loro estranee che non li amano quanto te. E quali consequenze ciò potrà avere nella loro vita adulta.

Definisci regole chiare.

Il ruolo del genitore non è quello di essere l’amicone dei propri figli, bensì di fornirgli una guida solida e gli strumenti per diventare adulti maturi, funzionanti e bene accetti all’interno della società.

Crescere degli individui che apprezzi, rispetti e ammiri (oltre che ad amare, come ogni genitore) è quello che in inglese definiremmo un win-win-win: per te genitore, per la società e soprattutto per i tuoi stessi figli.

6. Fa che casa tua sia in perfetto ordine prima di criticare il resto del mondo

“Siamo governati da una manica di incompetenti!”
“Il mio capo non capisce una mazza!”
“Colpa dell’Europa!”
“Il capitalismo sta distruggendo il mondo!”

A leggere certi commenti alle news del momento sui social si ha spesso l’impressione che l’Italia sia un paese di 60 milioni di individui che il lunedì si svegliano allenatori della Nazionale, il martedì virologi, il mercoledì esperti di geo-politica e il giovedì economisti premi Nobel.

E chi più, chi meno, siamo tutti colpevoli di questo atteggiamento.

Insomma, siamo sempre pronti a criticare (dalla poltrona di casa) chi ha responsabilità di governo o decisionali, ma difficilmente abbiamo dimostrato nel nostro piccolo di essere riusciti a far funzionare ciò che è sotto il nostro controllo: dalla nostra forma fisica al nostro lavoro, dalla nostra famiglia al nostro conto in banca.

Il diritto di criticare va guadagnato con il sudore dei risultati.

7. Ricerca ciò che ha significato, non il vantaggio personale

“Cosa distingue una persona di successo? La capacità di sacrificarsi”

Su EfficaceMente ti parlo da anni di gratificazione immediata e del perché il sacrificio di rinunciare a ciò che ti rende appagato oggi, può renderti più felice domani.

La domanda centrale diventa allora questa: che cosa dobbiamo sacrificare per liberarci della sofferenza?

Secondo Peterson la risposta sta nel ricercare ciò che ha un significato intrinseco, ciò che dà senso alla vita anche nei momenti più duri, rifuggendo invece ciò che è solo veloce, istantaneo o conveniente.

Costruire solide fondamenta costa molta più fatica, tempo ed energie che nascondere la polvere sotto il tappeto o passare la patata bollente a qualcun altro (a volte il te stesso del futuro).

Eppure è il modo migliore per assicurarti un cambiamento e un benessere sostenibile e duraturo nel tempo.

8. Dì la verità, o almeno non mentire

“Non si dicono le bugie” è una cantilena che ci accompagna sin da bambini. Quasi mai però ci viene spiegato il perché.

Secondo Peterson, nella bugia non nascondiamo solamente un lato della realtà, ma anche un lato della nostra personalità.

Rendiamo torbida una parte di noi stessi, rinunciando ad offrire al mondo quel contributo unico ed autentico che abbiamo da dare.

In quella menzogna, in quel maldestro tentativo di preservare l’immagine che vorremmo proiettare di noi stessi, perdiamo l’opportunità di costruire chi siamo realmente.

Non manchiamo solamente di rivelarci agli altri ma, cosa che più conta, l’occasione di rivelarci a noi stessi.

Una piccola bugia dopo un’altra, costruiamo un muro di menzogne che diventa una maschera fra noi e il mondo.

Dire la verità, a noi stessi e agli altri, rafforza invece il nostro carattere e l’intera società.

9. Pensa sempre che la persona con cui parli può sapere qualcosa che tu non sai

Si dice che la vita sia troppo breve per imparare solo dai propri errori; il saggio impara anche da quelli altrui.

Ascoltando le storie e le esperienze degli altri puoi apprendere quelle lezioni senza pagare lo scotto di dover affrontare gli stessi problemi e sofferenze. Per una volta una scorciatoia che vale la pena prendere 😉

Attenzione, però: l’ascolto attivo significa trasformare la tua mente in una tela bianca.

Che non vuol dire gettare lo spirito critico fuori dalla porta. Ma usare le parole e le esperienze altrui come finestre su un nuovo mondo, invece che come uno specchio per confermare le tue verità, idee o interpretazioni.

Ascolta senza interrompere, senza pensare alla tua risposta, e rispettando l’esperienza e la prospettiva dell’altro.

E soprattutto non rimanere aggrappato a ciò che conosci, usa invece ogni interazione come un’esplorazione reciproca di territori ancora ignoti. È così che espandi i tuoi confini (e la tua mente).

10. Parla con precisione

Come accade anche nelle relazioni coniugali, le piccole cose (abitudini fastidiose, gestione della casa, dei figli o delle finanze…) tendono ad ingigantirsi quando non vengono affrontate sul momento, trasformando piccoli sassi in montagne di incomprensioni e litigi.

Evitare queste conversazioni impedisce di affrontare le cause che stanno alla radice dei problemi. E indovina un po’? La realtà non può essere cambiata ignorandola.

Il rimedio? Sii quanto più specifico e sincero possibile nel dare un nome a ciò che è per te causa di fastidio o sofferenza e ammettine l’esistenza. È solo quando i problemi vengono portati alla luce che è possibile risolverli e spostarsi dal caos all’ordine.

Pensa a ciò che dici e poi dì ciò che pensi. Che sia con gli altri o, a maggior ragione, con te stesso.

11. Lascia in pace i ragazzi che fanno skate

Viviamo in una società in cui al concetto di genitorialità corrisponde sempre più lo sforzo di evitare ai propri figli ogni tipo di disagio, pericolo o rischio.

Quando un adolescente è impegnato con lo skate, la bici o altre attività considerate pericolose dall’atteggiamento protettivo dei genitori, suggerir loro di fare altro è invece la cosa più pericolosa che possiamo fare. Perché non prepara il futuro adulto ai pericoli del mondo, a vivere in maniera indipendente e a trovare la propria strada.

Come avevo scritto anni fa nella storia della farfalla:

“Attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e degni di realizzare i nostri sogni.”

Lascia in pace i ragazzi che fanno skate: devono vivere le loro cadute, le loro escoriazioni e ossa rotte. Sono spesso le uniche lezioni che sono disposti ad ascoltare.

12. Se incontri un gatto per strada, fermati ad accarezzarlo

L’ultima regola del primo libro di Peterson nasce dalla sua osservazione di un gatto randagio e da un parallelo che ne fa con le nostre vite.

Navigare i mari della nostra esistenza assomiglia un po’ al tentativo di un gatto randagio di arrivare a fine giornata. Ci sono svariate difficoltà da superare, questo è certo, ma la vera domanda è: cosa farai per adattarti ai periodi di mare mosso?

In tempi difficili, è importante riconoscere le ancore a cui aggrapparci e le oasi felici in cui ristorarci.

Che si tratti di un bagliore di luce nel buio, o della dolcezza che regala accarezzare un gatto o un cane, ricordati di ciò che conta davvero e afferra ogni occasione per rendere la tua vita più leggera e luminosa.

Bene, termina qui la prima parte di questo articolo dedicato alle 24 regole per la vita del Prof. Jordan Peterson.

Nei prossimi giorni aggiornerò il post con le ultime 12 regole tratte dal suo nuovo libro “Beyond order: 12 more rules for life” (non ancora tradotto in italiano).

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A presto,

Andrea Giuliodori.



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