Come Diventare Miliardario: i 13 Princìpi dell’Angelo Filosofo



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di Andrea Giuliodori

aggiornato il 5 Agosto 2019

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Come diventare miliardario magari non è la tua ossessione, ma scommetto che non ti dispiacerebbe migliorare la tua situazione finanziaria. In questo articolo voglio condividere con te i princìpi sulla ricchezza di una figura poco conosciuta in Italia ma che meriterebbe molta più attenzione.

come diventare miliardario: Naval Ravikant

Hai mai sentito parlare di Naval Ravikant?

Beh, se c’è qualcuno che può insegnarti come diventare miliardario (o anche milionario, se non hai grosse pretese :-D), quello è sicuramente Naval.

Naval Ravikant è il più famoso angel investor della Silicon Valley, nonché fondatore di AngelList, il portale di riferimento per startup, investitori e giovani professionisti che vorrebbero iniziare la loro carriera nelle nuove imprese del tech.

La sua storia e perché può insegnarti come diventare miliardario

Nato nel 1974 a Nuova Delhi (India), all’età di 9 anni si trasferisce insieme alla sua famiglia a New York. Nel 1995 si laurea al Dartmouth College e nel 1996 inizia a lavorare per un Internet Service Provider con sede nella Silicon Valley.

Per alcuni anni lavora nell’ombra, a testa bassa, finché nel 1999 non decide di fondare, insieme ad un socio, Epinions.com, un sito di recensioni online.

A questa prima azienda ne seguiranno molte altre, ma a catapultarlo definitivamente nell’Olimpo degli Dei della Silicon Valley sarà la sua carriera di angelo investitore, ovvero colui che fornisce i primissimi fondi a startup appena nate.

…e Naval lo fa con un fiuto eccezionale investendo prestissimo in Uber, Twitter, Wish.com e decine di altre aziende che sono diventate dei veri e propri giganti del tech.

La sua carriera di imprenditore ed investitore gli assicura un patrimonio che ad oggi è stimato nell’ordine di 2,2 miliardi di dollari.

Ma Naval è una figura decisamente “anomala” tra quelle che popolano la Valle californiana del Silicio e i suoi consigli su come diventare miliardario (e in generale sulla ricchezza) sono permeati da una profonda conoscenza della filosofia e dal desiderio di andare oltre il mero accumulo di beni materiali, a favore della ricerca del vero ben-essere.

Qualche mese fa, il nostro angelo filosofo, che fa un uso molto sporadico dei social media, ha deciso di condividere sul suo profilo twitter quelli che a suo avviso sono i princìpi fondamentali per diventare ricchi (senza essere fortunati).

In questo articolo che ho realizzato per i lettori di EfficaceMente ho raccolto, tradotto e commentato i 13 princìpi che ho trovato più importanti in assoluto e che sono gli stessi che ho applicato, più o meno consapevolmente, per diventare milionario a 30 anni.

Se la libertà finanziaria è tra i tuoi obiettivi, mi auguro che i princìpi di Naval Ravikant ti siano di profonda ispirazione.

I 13 princìpi sulla ricchezza di Naval Ravikant

Se sei curioso questo è il “tweetstorm” originale di Naval in inglese, in cui trovi tutti i suoi princìpi su come diventare ricchi (sono una quarantina).

Qui sotto invece trovi i 13 più importanti che ho raccolto, tradotto e commentato per te.

Principio #1: ricchezza, soldi e status sono tre cose molto diverse

“Ricerca la ricchezza, non i soldi o lo status sociale. Ricchezza significa possedere cose che ti fanno guadagnare mentre dormi. I soldi sono un modo per trasferire tempo e ricchezza. Lo status è il tuo posto nella scala sociale.”

Se vuoi creare reale ricchezza nella tua vita, smettila di rincorrere il prossimo aumento di stipendio o la prossima iniezione di liquidità. Concentrati sul creare sistemi e acquisire asset che ti permettano di guadagnare soldi sul lungo termine e in maniera continuativa.

In merito alla rincorsa delle apparenze e dello status sociale poi, provo a spiegartelo con una semplice immagine:

La foto immortala i miliardari Bill Gates, Mark Zuckerberg e Jack Ma e la didascalia riporta: “138 miliardi in una singola foto e neanche una cintura di Gucci, un completo di Armani, delle scarpe di Dolce & Gabbana, un Rolex o qualsiasi altro capo alla moda”.

Per noi italiani ricercare il bello è una questione culturale, ma c’è una sostanziale differenza tra il saper apprezzare la qualità di ciò che indossiamo, mangiamo o utilizziamo e il dover ostentare a tutti i costi una ricchezza che magari non abbiamo ancora acquisito.

L’ostentazione ha molto più a che fare con una bassa autostima e la ricerca dell’approvazione altrui, piuttosto che con la reale ricchezza.

Principio #2: chi disprezza (non) compra

“Ricordati di creare ricchezza in modo etico. Se disprezzi segretamente la ricchezza, lei ti eviterà.”

Spesso si dice che gli Italiani amino i soldi, ma odino i ricchi.

Purtroppo però l’invidia sociale è il primo ostacolo alla propria crescita finanziaria: se fin da piccolini ci è stato insegnato che tutti i ricchi sono arroganti, infelici e ladri, difficilmente entreremo nel club. La dissonanza cognitiva sarebbe eccessiva.

La verità però è ben diversa: i soldi sono semplicemente un amplificatore di ciò che già siamo.

Non sono i soldi, ad esempio, a rendere una persona arrogante; un arrogante arricchito è semplicemente un ex-povero che non aveva ancora i mezzi per comportarsi da prepotente.

Principio #3: c’è chi sale creando e chi distruggendo

“Ignora le persone che fanno giochi di ruolo sociale. Ottengono il loro status attaccando le persone che si impegnano a creare ricchezza.”

La società moderna è costituita da una complessa rete di gerarchie.

C’è chi sceglie di scalare queste gerarchie sviluppando nuove competenze e creando valore per la società allargata e chi sceglie di farlo, invece, distruggendo gli altri “partecipanti”.

L’attuale panorama politico italiano ed internazionale sono ottimi esempi di come alcuni individui stiano aumentando il proprio prestigio e potere personali, distruggendo gli altri, senza preoccuparsi di creare nulla.

Principio #4: i fondamentali

“Non diventerai ricco vendendo il tuo tempo. Devi possedere almeno un pezzo di un’azienda per raggiungere la libertà finanziaria.”

Su questo punto c’è davvero poco da aggiungere. In generale, se hai dubbi su quali siano le diverse modalità per fare soldi nella propria vita, ti rimando a questo articolo pilastro di EfficaceMente: “Come fare soldi senza lavorare” (non farti ingannare dal titolo).

Principio #5: al mondo non frega nulla delle tue passioni

“Diventerai ricco dando al mondo ciò che vuole ma non sa ancora come ottenere. Su larga scala.”

Da anni, su Internet, c’è questo mito del “fare soldi con le proprie passioni“.

Sì certo, per guadagnare molti soldi devi mettere passione in quello che fai, ma scordati di diventare miliardario grazie alla tua passione per la salaminchia giapponese.

Solo creando (e vendendo) un prodotto o servizio che risolve un problema di un gruppo di persone sufficientemente numeroso, potrai generare ricchezza.

Principio #6: servono anni per avere successo dalla sera alla mattina

“Devi giocare per abbastanza tempo. Qualsiasi successo nella vita, che sia finanziario, nell’ambito delle relazioni o della ricerca, nasce dall’interesse composto dell’impegno quotidiano”.

Molti di noi sono convinti che il successo sia un percorso lineare. Nulla di più sbagliato.

La curva del successo somiglia molto di più ad un bastone da hockey rovesciato: per lungo tempo, nonostante i tuo sforzi, nulla sembra succedere, poi all’improvviso i risultati arrivano in maniera esponenziale.

Per raccogliere quei risultati però devi “giocare” per abbastanza tempo, senza mai mollare.

Principio #7: le due abilità di cui hai bisogno per diventare miliardario

“Impara a vendere. Impara a creare. Se saprai fare entrambe le cose, sarai inarrestabile.”

Ci sono due tipologie fondamentali di imprenditori:

  • I venditori nati. Eccellono nell’antica arte della vendita e amano poter portare i loro prodotti e servizi a quante più persone possibili.
  • Gli inventori. Hanno profonde conoscenze tecniche e amano rinchiudersi in qualche laboratorio per creare le loro invenzioni: sono ingegneri, programmatori, tecnici o semplicemente dei creativi.

In ognuno di noi domina uno di questi profili, ma coloro che riescono a perfezionare entrambe queste abilità, possono ottenere un successo impareggiabile.

Principio #8: la conoscenza non basta…

“Armati di conoscenza specifica, affidabilità e capacità di influenza.”

L’industria della crescita personale è la patria della fuffa: questa consapevolezza ha sempre cozzato con la mia formazione ingegneristica. Ma da questo “conflitto” ho cercato di trarre il meglio, portando in Italia una filosofia di miglioramento personale che fosse concreta, pratica ed efficace.

In generale, sia che ci identifichiamo nella figura del venditore, sia in quella dell’inventore, per raggiungere i nostri obiettivi finanziari, abbiamo bisogno di acquisire una conoscenza approfondita e specifica o di un determinato settore (es. ristorazione) o di un determinato set di abilità (es. copywriting).

Questo tipo di conoscenza non può essere acquisita frequentando un semplice corso o leggendo un libro: essa è il frutto dell’incontro tra lo studio delle nozioni e l’applicazione nella pratica.

Ma la conoscenza non basta. Per sviluppare un’attività che fiorisca sul lungo termine dobbiamo anche saperci dimostrare affidabili, ovvero persone / aziende di cui gli altri si possono fidare.

Infine, a fare la differenza nel nostro successo economico sarà anche la nostra capacità di persuasione etica.

A tal proposito, se non lo hai ancora fatto, devi assolutamente leggere il libro di riferimento in questo ambito: le armi della persuasione di Robert Cialdini.

Principio #9: la necessità di fare

come diventare miliardario: fare

“Leggere è più veloce di ascoltare. Fare è più veloce di guardare.”

Quando ci imbarchiamo in un nuovo progetto, spesso cadiamo nella cosiddetta “trappola della formazione“: sentiamo l’esigenza di leggere articoli, ascoltare podcast, guardare video su Youtube e frequentare corsi.

Ci illudiamo che informarci e formarci su ciò che vogliamo sviluppare ci consenta di fare progressi verso i nostri traguardi. Vogliamo essere sicuri di sapere tutto, ancor prima di muovere il primo passo.

È una trappola.

Ehi, non fraintendermi, la formazione è stata la mia grande passione degli ultimi 20 anni. Cavoli, da qualche anno a questa parte, di formazione ci campo! Ma guardare un para-guru su un palco non ti permetterà di realizzare i tuoi sogni.

Sì, magari ti darà un po’ di sana ispirazione, magari ti farà sentire bene, come potresti sentirti bene partecipando ad un concerto, ma i tuoi sogni rimarranno lì, in quel maledetto cassetto.

Formati, fallo nella maniera più efficiente possibile e fallo con costanza, ma poi dedica tutte le tue energie al fare: un’azione imperfetta ti farà fare molti più progressi di una formazione impeccabile.

Principio #10: datti una tariffa ambiziosa

“Immagina di avere una tua tariffa oraria molto ambiziosa. Se il tempo che impieghi a risolvere un determinato problema ti fa risparmiare meno della tua tariffa oraria, ignoralo. Se far fare a qualcun altro un’attività ti costa meno della tua tariffa oraria, delegala”.

1.000€ all’ora.

Questa è la tariffa oraria che mi sono dato un paio di anni fa per decidere quali collaborazioni accettare e su quali attività del mio business concentrarmi.

Ad esempio, quando vengo invitato a convegni o a fare interventi dal vivo generalmente richiedo un budget di 9.000€, che tiene conto della durata dell’intervento, del tempo necessario alla preparazione e degli spostamenti vari.

Applico la stessa logica per il mio lavoro quotidiano.

Questo articolo, ad esempio, mi ha richiesto circa 8 ore di lavoro (tra ricerche, varie stesure e riletture), in altri termini, applicando la mia tariffa oraria, mi è “costato” 8.000€. Se inizi a ragionare in quest’ottica (e la rispetti come se quei soldi uscissero davvero dalle tue tasche), succedono due cose interessanti:

  • La smetti finalmente di perdere tempo dietro alle stron**te!
  • Ti assicuri che il tuo lavoro sia ad un livello di eccellenza tale da valere fino all’ultimo euro della tua tariffa.

La tariffa oraria è una delle strategie più efficaci per focalizzarsi sulle proprie priorità, imparare a delegare senza sensi di colpa e capire a quali progetti dar seguito (e a quali no).

Scegli dunque la tua tariffa oraria ambiziosa e impara a prendere decisioni che rispettino il valore del tuo tempo.

Principio #11: questo non lo dimenticare mai

“Lavora più duramente che puoi. Ma ricordati che le persone con cui lavori e su cosa lavori sono elementi più importanti di quanto duramente lavori.”

L’undicesima regola di Naval per diventare miliardari che ho scelto per te racchiude la quintessenza dell’efficacia personale.

Puoi lavorare come un bastardo per 100 ore alla settimana, ma se lavori sulle attività sbagliate e lo fai con le persone sbagliate rischi solo di esaurire le tue energie fisiche e mentali, facendo progressi insignificanti.

Scegli con cura le tue priorità e le persone con cui lavori (soci, collaboratori, clienti, fornitori, etc.).

Principio #12: non accontentarti

“Diventa il più bravo al mondo in quello che fai e continua a mettere in discussione quello che fai fino a quando non sarà vero.”

Ricorda questo principio enunciato dal nostro angelo filosofo soprattutto nel momento in cui avrai ottenuto una prima parvenza di successo: l’istante in cui pensi di aver capito le regole del gioco, queste hanno la cattiva abitudine di cambiare.

Principio #13: un’altra storia

come diventare miliardario serenità

“Quando sarai finalmente ricco, ti accorgerai che non era quello che stavi cercando all’inizio del percorso. Ma questa è un’altra storia.”

Come accennato nell’introduzione dell’articolo, Naval Ravikant è una figura complessa e in parte “anomala” rispetto al miliardario tipo della Silicon Valley.

Fin dalla giovane età Naval ha affiancato all’ossessione per l’eccellenza nella sua carriera di imprenditore e investitore, la ricerca del ben-essere.

Ascoltando una sua recente intervista mi ha sorpreso il suo atteggiamento “metodico” nei confronti della felicità: per anni ha dedicato tempo ed energie per comprendere esattamente come migliorare la sua condizione psico-fisica, e, in ultima analisi, essere più felice.

Ecco, quest’aspetto è spesso sottovalutato da chi rincorre il successo e la ricchezza.

In troppi diamo per scontato che la ricchezza sia il vero fine e che una volta raggiunta, tutti i nostri problemi saranno magicamente risolti.

Non è così.

I soldi possono renderci la vita più comoda, più semplice e indubbiamente è più facile pensare alla propria felicità personale quando non bisogna pensare alle rate del mutuo o alle bollette.

Ma ripeto: la ricchezza non sarà la soluzione a tutti i tuoi problemi.

Applica dunque i princìpi di Naval e continua a rincorrere la tua libertà finanziaria, ma non dimenticare te stesso lungo il percorso.

Lavora sulle tue ombre e combatti i tuoi demoni: farlo contribuirà alla tua crescita economica ed essa a sua volta ti darà accesso a strumenti e conoscenze ancora più sofisticate per il tuo benessere.

Mi auguro che questo articolo ti sia stato di ispirazione.

Alla tua ricchezza.

Andrea Giuliodori.



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