Resistenza Al Cambiamento: Non Fare L’Errore Di Franco



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di Andrea Giuliodori

aggiornato il 2 Marzo 2020

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In questo articolo vedremo cos’è davvero la resistenza al cambiamento, perché è tanto frequente e 3 consigli pratici per lasciartela alle spalle.

resistenza al cambiamento

Vorrei iniziare raccontandoti una storia.

Il protagonista di questa storia è un anziano signore marchigiano che frequentava (e mi auguro frequenti ancora) il Bar vicino alla stazione delle corriere di Jesi, la cittadina dove ho trascorso gli anni delle scuole superiori.

Che cos’aveva di speciale questo signore, che per maggiore praticità chiameremo Franco?

Franco era l’emblema della fedeltà.

Ogni mattina, alle 7:45 in punto, quando arrivava la mia corriera da Filottrano, Franco era lì al bar, sempre allo stesso posto.

Ai tempi delle superiori ogni giorno era una novità: un’interrogazione inaspettata, una tragedia adolescenziale sfiorata, un bigliettino della tua amata. Insomma, all’epoca avevamo poche certezze… tranne una: sapevamo che scesi della corriera avremmo trovato Franco seduto lì, al tavolino nell’angolo a destra del Bar.

…finché un giorno il locale non ha cambiato gestione.

È stato allora che Franco ha iniziato a rendersi protagonista di strani episodi.

Durante i lavori, quando il Bar era chiuso, per settimane ha continuato ad andare in pellegrinaggio alla stazione delle corriere, fermandosi un po’ davanti alla saracinesca abbassata, interdetto e sospettoso, come per controllare se fosse vero che effettivamente non si potesse entrare.

Ma il bello doveva ancora venire.

Quando il locale ha riaperto, con degli arredi e dei gestori diversi, la faccenda si è fatta ancora più insolita.

Franco arrivava fino al marciapiede, si fermava davanti al Bar, a pochi passi dalla nuova insegna tirata a lucido, guardava dentro, allungando il collo e aguzzando gli occhi, poi tornava indietro, con un’espressione tristissima in viso.

Ancora oggi non ho idea se Franco si sia mai deciso a metter piede nel nuovo Bar e ad ordinare quel bianchino che immancabilmente gli teneva compagnia alle 7:45 del mattino.

Il “Franco” che è dentro ognuno di noi

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.”

Charles Darwin.

Ho voluto iniziare questo articolo dedicato alla resistenza al cambiamento con la triste storia di Franco perché, in fondo, c’è un po’ del vecchio “Franco” in ognuno di noi.

Per natura, in molti contesti della nostra vita, mentre fuori il mondo cambia “gestione” di continuo, noi spesso rimaniamo sul marciapiede, indecisi sul da farsi.

Restiamo fermi a metà tra una situazione che ormai si è esaurita e una nuova che ci desta mille dubbi.

A volte siamo noi stessi i “proprietari del Bar” e sentiamo che è arrivato il momento di cambiare “gestione” (di cambiare lavoro / città / relazioni / abitudini), eppure, come il vecchio Franco, preferiamo rintanarci nel tavolo nell’angolo a destra della nostra vita.

Ti sei mai chiesto perché cambiare sia così difficile? A maggior ragione quando siamo perfettamente consapevoli che è la cosa più giusta da fare?

Se non ci adattiamo e non adottiamo comportamenti nuovi, difficilmente potremo realizzare i nostri obiettivi più ambiziosi.

La resistenza al cambiamento è dunque l’ostacolo #1 nel sentiero verso la vita che abbiamo sempre desiderato.

Tempo di capire perché cambiare è così difficile per noi esseri umani e come possiamo imparare a farlo… EfficaceMente.

Le 3 resistenze al cambiamento più comuni

“L’unica costante della vita è il cambiamento.”

Buddha.

Per affrontare il nostro nemico, la resistenza al cambiamento, dobbiamo innanzitutto imparare a conoscerlo.

Vediamo dunque quelle che sono le 3 principali tipologie di resistenza al cambiamento.

1. La resistenza logico-razionale

grafico della resistenza al cambiamento

Ogni volta che decidiamo di cambiare il modo di fare qualcosa ci sarà sempre una fase iniziale in cui il nuovo approccio ci porterà meno risultati del vecchio metodo.

Ti faccio un esempio legato allo studio.

Gli studenti che seguono EfficaceMente e decidono di applicare il metodo di studio spiegato nel dettaglio in “Studia meno, Studia meglio (Sm2 2.0)” nelle prime 2-3 settimane fanno più fatica del solito a studiare.

Questo accade perché le strategie spiegate in Sm2 2.0 sono diverse da qualsiasi cosa abbiano provato nei loro anni di studio e di fronte a questo approccio completamente nuovo la loro mente richiede un inevitabile periodo di adattamento.

Superata questa fase iniziale, però, i loro risultati universitari esplodono e applicare il metodo Sm2 diventa una seconda pelle.

Questo accade spesso nel nostro percorso di crescita personale e in generale ogni qualvolta dobbiamo affrontare un cambiamento.

La nostra innata pigrizia ci porta infatti a dare molto più peso a quello che è il costo (e la fatica) dell’impegno iniziale, scontando invece i benefici che raccoglieremo grazie al nuovo approccio nell’immediato futuro.

Nella parte finale dell’articolo vedremo come superare questa resistenza logico-razionale, che poi tanto razionale non è!

2. La resistenza emotiva

Diciamo che tu riesca a superare la resistenza logico-razionale, realizzando finalmente che i benefici futuri effettivamente valgono qualche sacrificio nell’immediato… eppure continui a rimanere bloccato!

Ogni qualvolta inizi anche solo a pensare a quel cambiamento provi quasi un malessere fisico, malessere che si placa solo dopo ore di maratona di Netflix.

In questo caso la tua resistenza al cambiamento è di natura emotiva.

  • Magari sei spaventato dalle novità e dai cambiamenti.
  • Magari sei un perfezionista e l’idea di metterti in gioco ti mette l’ansia.
  • Magari sei un maniaco del controllo e doverlo perdere nella fase iniziale del cambiamento è per te fuori discussione.

Anche in questo caso vedremo come poter placare la resistenza emotiva e realizzare quei cambiamenti che abbiamo sempre desiderato.

3. La resistenza sociale

resistenza sociale al cambiamento

Infine abbiamo quella che si definisce resistenza sociale.

In questo caso a metterci i bastoni tra le ruote non è né la nostra mente, né il nostro cuore, ma le altre persone.

Ogni cambiamento nella nostra vita è come un sasso che cade in uno stagno e provoca delle interferenze sulla superficie d’acqua.

Insomma, quando decidiamo di cambiare qualcosa i “pesci” del nostro stagno (familiari, amici, colleghi, etc.) entrano in agitazione e se siamo particolarmente sensibili al giudizio altrui tendiamo a bloccarci e a soffocare il cambiamento sul nascere.

Le strategie al termine dell’articolo ti permetteranno di affrontare anche quest’ultima tipologia di resistenza.

Prima di vederle, però, cerchiamo di capire meglio perché, per natura, siamo così allergici ai cambiamenti!

Perché la resistenza al cambiamento è scritta nei nostri geni

La colpa, ancora una volta, è dei nostri antenati e della nostra fisiologia.

Da sempre l’evoluzione ci ha portato a trovare le soluzioni più adatte:

  1. alla sopravvivenza,
  2. al minore spreco di energia possibile.

Scientificamente si parla di omeostasi.

Omeoche?!? No, no Andre, non ci siamo: il Prof. Burioni ha detto che l’omeopatia non serve a niente!

L’omeostasi (che non va confusa con l’omeopatia :-D) è il termine tecnico che indica la condizione di stabilità interna di un sistema, che tende a mantenersi anche in occasione di perturbazioni esterne.

Per poter tornare al suo prezioso punto di equilibrio e non sprecare ulteriori energie, il sistema metterà in atto tutta una serie di accorgimenti.

Tutti i meccanismi vitali, per quanto siano vari, non hanno altro che un fine costante: quello di mantenere l’unità delle condizioni di vita dell’ambiente interno

Claude Bernard

L’omeostasi nel nostro corpo

Resistenza al cambiamento: omeostasi

È grazie all’omeostasi se la nostra temperatura corporea si mantiene (generalmente) in un range molto stabile, a prescindere dalle condizioni climatiche esterne.

Stesso discorso per altri fattori chimico-fisici legati al nostro corpo come il Ph del sangue o il volume dei liquidi interni.

Insomma, se il nostro corpo non si regolasse continuamente cercando l’equilibrio saremmo tutti morti stecchiti.

Ed anche la nostra mente tende a rispettare questo principio di “riequilibrio”…

L’omeostasi nella nostra mente

Come ben sai la separazione tra mente e corpo è puramente fittizia, la verità è che sono un tutt’uno che si influenza e si condiziona continuamente.

E così quando il nostro corpo cerca continuamente di ristabilire le condizioni iniziali ad ogni cambiamento ambientale, inevitabilmente anche la nostra mente tende a seguirne l’esempio.

Non è dunque un caso se rifuggiamo i cambiamenti e amiamo la stabilità.

Ad ogni ipotesi di cambiamento corrisponde infatti una spinta uguale e contraria da parte del nostro sistema psico-fisico per riportarci all’equilibrio di ciò che è noto.

E più grande sarà la trasformazione che meditiamo, maggiore sarà la nostra resistenza interna, resistenza che si manifesterà a livello mentale ed emotivo sotto forma di:

Quindi Andre’ mi stai dicendo che cambiare è contro-natura?! Ah… apposto allora: non ci provo neanche!

Capire qual è l’origine della nostra naturale resistenza al cambiamento non significa arrenderci al fatto che cambiare debba essere faticoso o addirittura impossibile.

Anzi.

Ora che conosciamo il nostro “nemico”, possiamo sfoderare le armi più adatte per contrastarlo.

Ecco allora 3 strategie per superare la resistenza al cambiamento.

3 consigli pratici per superare la resistenza al cambiamento

Vediamo 3 tecniche poco ortodosse per innescare il cambiamento nella nostra vita e battere la nostra resistenza al cambiamento.

1. La tecnica di “Franco”

La tecnica di "Franco" per combattere la resistenza al cambiamento

Te lo ricordi il nostro amico Franco? L’anziano marchigiano che ogni mattina andava al Bar della stazione delle corriere?

Ecco, anche se può sembrarti contro-intuitivo, imitarlo ti aiuterà a battere la tua allergia al cambiamento.

Mi spiego…

Prova a ripetere esattamente le stesse IDENTICHE azioni per almeno una settimana.

E quando dico identiche, intendo proprio identiche

  • Se lunedì esci per una corsetta al parco ascoltando una certa playlist, ripeti il medesimo percorso anche di martedì, mercoledì, giovedì, etc. ascoltando la medesima playlist.
  • Se a pranzo mangi la pasta al pomodoro, magia la medesima pasta con il medesimo condimento ogni santo giorno.
  • Se la sera prima di coricarti al letto leggi un romanzo, rileggi tutte le sere della settimana “franchesca” le medesime pagine.

Insomma, hai colto l’antifona.

Il primo segreto per sconfiggere la tua naturale resistenza al cambiamento consiste nel portarla all’estremo.

Posso assicurarti che dopo alcuni giorni di questa ripetizione ossessiva non ci sarà cellula del tuo corpo che non implorerà di cambiare qualcosa nella tua vita.

…e sarà in quel preciso instante che tu introdurrai un cambiamento positivo nella tua vita e non solo lo introdurrai, ma assaporerai ogni istante di questa ritrovata libertà.

2. Il Metodo “Poe”

Edgar Allan Poe

A scuola o per piacere personale avrai sicuramente letto qualche pagina di quello straordinario talento della narrativa horror che fu Edgar Allan Poe.

Il Metodo Poe si chiama così proprio in suo onore, visto che ti farà immergere in uno… scenario horror!

Sei pronto?

Appena terminato questo articolo, metti per iscritto, con abbondanza di particolari, come sarà la tua vita (da incubo) tra 5 anni, se dovessi continuare a vivere le tue giornate come le stai vivendo in questo esatto momento, senza abbandonare quelle cattive abitudini che ben conosci e senza introdurre quelle buone abitudini che ben sai.

Mi raccomando, abbonda con i dettagli, drammatizzando questa tua visione futura laddove necessario.

A differenza di quanto ti raccontano i para-guru delle vibrazioni cosmiche, a volte le visualizzazioni negative risultano ben più efficaci di quelle positive.

La nostra mente infatti tende a confondere visualizzazioni e realtà, e se quelle positive tendono a farci sedere sugli allori, quelle negative ci mettono quel tanto di pepe al c*lo necessario per iniziare quel cambiamento che rimandiamo da troppo tempo.

3. L’abitudine “chiave di volta

abitudine chiave di volta

Grazie alle precedenti tecniche abbiamo visto come rendere il cambiamento desiderabile e irresistibile; a questo punto però una domanda potrebbe esserti insinuata nella tua mente:

“Ma da dove caspita lo inizio questo cambiamento?!”

Cambiare per il gusto di cambiare non ha alcun senso, ma anzi potrebbe essere controproducente.

Perché il cambiamento sia efficace deve rispettare due elementi chiave:

  • Deve riguardare un’abitudine. Solo cambiando qualcosa che ripetiamo quotidianamente qualcosa nella nostra vita cambierà davvero.
  • Deve riguardare un’abitudine… “speciale”. Non tutte le abitudini hanno lo stesso peso, ci sono abitudini che una volta acquisite ci spostano poco o nulla e altre invece che innescano un effetto domino in grado di rivoluzionare la nostra intera vita.

…tra queste ultime ne esiste una ancora più “speciale”: l’abitudine “chiave di volta”.

Come quella pietra angolare che da sola rende un arco solido e resistente, l’abitudine “chiave di volta” è in grado di sorreggere e alimentare la nostra rivoluzione personale.

Non solo.

L’abitudine chiave di volta è un’azione molto specifica e personale: ognuno di noi infatti ha una sua abitudine “chiave di volta” estremamente peculiare.

Per intenderci, un’abitudine “chiave di volta” non è un generico: “alzarmi presto al mattino“, “magiare sano“, etc.. Queste sono tutte abitudini eccellenti, ma troppo vaghe per motivarci e sostenerci nel cambiamento.

No, l’abitudine “chiave di volta” è un qualcosa che ognuno di noi deve individuare per sé e potrebbe essere tanto specifica come… “ascoltare il discorso motivazionale di Al Pacino negli spogliatoi della squadra di football appena finito di lavarmi i denti al mattino” (è solo un esempio simpatico ;-)).

Come individuare l’abitudine “chiave di volta”

Uno dei miei focus degli ultimi 2 anni è stato lo studio delle migliori metodologie per cambiare abitudini.

Da questo lavoro certosino è nata la collaborazione con il Dott. Andrea Fiorenza, con cui abbiamo sviluppato il video-corso avanzato Protocollo C.H.A.N.G.E., che offre un metodo passo passo per cambiare le proprie abitudini in modo radicale, naturale e permanente.

Testimonianza Vale

Per lo sviluppo del corso, oltre al protocollo psicologico acquisito in esclusiva dal dott. Fiorenza, abbiamo raccolto tantissimo materiale e non tutto è stato inserito nella versione finale del corso.

Tra questo materiale inedito c’è anche la procedura di dettaglio necessaria per individuare l’abitudine “chiave di volta”.

In vista della riapertura delle iscrizioni al video-corso avanzato, prevista per lunedì 23 marzo, ho pensato di condividere gratuitamente questa procedura all’interno del pre-corso di preparazione che inizierà mercoledì 11 marzo.

Per partecipare non devi far altro che iscriverti gratis alla lista di attesa di Protocollo C.H.A.N.G.E. usando il form qui sotto:

(se non dovessi vedere il form per qualche strana ragione tecnica, puoi iscriverti anche da questa pagina).

Naturalmente l’iscrizione alla lista di attesa non ti obbliga ad iscriverti al video-corso avanzato vero e proprio, in compenso però ti darà la possibilità di usufruire del pre-corso gratuito senza impegno e se conosci la qualità dei nostri pre-corsi saprai che da soli valgono metà del prezzo dei corsi a pagamento 😉

Ti aspetto all’interno della lista di attesa.

Ci risentiamo la prossima settimana!

Andrea Giuliodori.



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