Stato di Flow: i 3 requisiti per sperimentarlo nella tua vita



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di Andrea Giuliodori

aggiornato il 17 Febbraio 2020

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Ti è mai capitato di perdere la cognizione del tempo facendo qualcosa di impegnativo e appassionante allo stesso tempo? Allora significa che hai già sperimentato il cosiddetto Stato di Flow (o Stato di Flusso). In questo articolo scopriremo di cosa si tratta e quali sono i requisiti per rivivere quell’esperienza a comando.

Stato di Flow

Devo farti una confessione alquanto imbarazzante, ma promettimi di non ridere!

Pronto?! Ok…

Mi chiamo Andrea Giuliodori, ho da poco compiuto 37 anni e… gioco ancora con i LEGO.

Beh, per la precisione è un hobby che sono tornato a coltivare da qualche settimana.

È iniziato tutto leggendo un articolo in cui si spiegava come la LEGO, l’azienda danese produttrice delle famose costruzioni, stia puntando al mercato degli adulti, posizionando alcuni dei suoi prodotti come hobby per il benessere e contro lo stress.

La verità però è che quell’articolo è stato solo una scusa.

Erano anni infatti che ripetevo alla mia compagna quanto adoravo giocare con i LEGO da piccolino.

E il motivo è molto semplice…

Ogni volta che ricevevo in regalo una scatola di costruzioni, mi perdevo per giorni in un apparente stato di trance.

Da bravo (futuro) ingegnere, i miei preferiti erano i LEGO Technic.

LEGO Technic

Adoravo queste costruzioni perché erano particolarmente complesse e richiedevano un livello di concentrazione non banale.

Ma era proprio il connubio tra l’impegno concentrato e il piacere di creare qualcosa dal nulla a farmi entrare in quella sorta di stato meditativo.

Solo parecchi anni dopo ho realizzato che quelle che ho vissuto ad 11 anni giocando con i LEGO (e che sto tornando a sperimentare in queste settimane) erano state le mie prime esperienze dello Stato di Flow

Che cos’è il Flow?

“Contrariamente a quello che abitualmente crediamo, i momenti migliori delle nostre vite non sono passivi, ricettivi, rilassanti… I momenti migliori, di norma, occorrono quando il corpo e la mente di una persona sono portati al proprio limite in uno sforzo volontario per realizzare qualcosa di difficile e meritevole “.

Mihaly Csikszentmihalyi.

Mihaly Csikszentmihalyi, il “padre” del concetto dello Stato di Flow (o Stato di Flusso), lo descrive come il momento in cui mente e corpo, assorbiti totalmente in una data azione, entrano in una condizione di concentrazione armonica.

Chi lo sperimenta si sente preso del tutto da un’attività che lo trascina come una corrente.

D’un tratto, il mondo esterno smette di esistere.

Cessano i rumori. Cessano le pressioni esterne.

Non ci sono più né distrazioni, né pensieri negativi.

Non ci sono altre urgenze.

Non è possibile dedicarsi ad altro perché quell’attività ci rapisce completamente e noi cavalchiamo il momento. Lo dominiamo.

Ci sentiamo trasportati da una forza positiva, potente, ma amica, che cio permette di raggiungere traguardi inaspettati e di ampliare la nostra coscienza e conoscenza.

In questo autentico stato di grazia, ci sentiamo più che vivi.

Siamo felici, stiamo perfettamente bene. Insomma, siamo in estasi.

L'estasi di Santa Teresa

La soddisfazione e il piacere che proviamo derivano dall’azione stessa che compiamo, non da aspettative, risultati o retropensieri.

Infine, in questo stato di flow otteniamo i nostri migliori risultati di sempre.

Si può trattare di:

  • una performance fisica eccezionale (in questo caso si parla specificatamente di trance agonistica),
  • di uno scritto superbo,
  • di un discorso che stupisce tutti.

Il Flow quindi può essere sperimentato in diverse aree della vita.

Anzi: per vivere una vita piena, felice e per soddisfare il proprio bisogno di autorealizzazione, si dovrebbe mirare a sperimentarlo in più aree possibili.

Bella Andre’! Mi piace ‘sto flow?

Ma dimmi un po’, da che spacciatore devo andare per raggiungere questo stato di estasi? Me ne puoi suggerire uno che c’ha la robba buona?!

Mmm, no…

Non hai bisogno di nessuna pasticchetta, erbetta, o funghetto per provare lo stato di flow nella tua vita.

Lo stato di flusso però ha 6 caratteristiche ben precise e 3 sono i requisiti necessari per raggiungerlo.

Sarà proprio di questo che parleremo nel resto dell’articolo, così che tu possa sperimentare quanto prima la tua… estasi 😉

Le 6 caratteristiche dello Stato di Flow

Quando si parla di Stato di Flow c’è molta confusione in giro.

C’è chi confonde questo stato mentale ben specifico, con la semplice concentrazione e chi addirittura con la meditazione.

In realtà, come accennato, lo Stato di Flow ha delle caratteristiche ben precise: conoscerle ti aiuterà a sperimentarlo quanto prima (e quanto più spesso).

Vediamole.

1. Unione tra azione e coscienza

L’azione che compiamo in Stato di Flow è:

  • naturale,
  • fluida,
  • autentica,
  • istintiva.

Non c’è sforzo. Non c’è programmazione. La nostra coscienza diventa un tutt’uno con quello che facciamo. Siamo pura azione.

2. Assenza totale di distrazioni

Quando cerchiamo di concentrarci, dobbiamo sforzarci attivamente di eliminare le distrazioni.

Al contrario, quando entriamo nello Stato di Flow siamo talmente assorbiti da ignorare semplicemente qualsiasi distrazione.

La differenza è sottile, ma sostanziale.

3. Calmo controllo

Nello Stato di Flusso non c’è traccia di preoccupazioni o ansie.

Non abbiamo paura di sbagliare e di fare brutta figura. Stiamo bene, siamo calmi e sicuri di noi stessi.

Questo avviene perché la mente, totalmente rapita nel momento presente, placa il continuo chiacchiericcio interiore che ci accompagna abitualmente: smettiamo di pensare e ci limitiamo ad essere e fare.

4. Assenza di giudizio e perdita della coscienza di sé

Quando entriamo nello stato mentale scoperto dallo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi a cessare sono in particolare modo i nostri pensieri impauriti e pieni di giudizi e critiche.

Pervasi da questo silenzio mentale perdiamo coscienza di noi stessi.

No, non preoccuparti, niente svenimenti!

Nello Stato di Flow sarai più presente che mai: semplicemente sarai immerso anima e corpo nell’azione e per qualche minuto ti dimenticherai del film di fantasia in cui ti tiene costantemente ingabbiato la tua mente.

5. Destrutturazione del tempo

In realtà quando entriamo nel flusso non sappiamo esattamente quanto duri questa esperienza.

Questo è infatti uno dei segnali più tipici e per certi versi curiosi del Flow: percepiamo il tempo in maniera alterata; a seconda dell’azione, i minuti sembrano passare più lenti o più veloci, ma sempre in maniera positiva e piacevole.

6. Esperienza autotelica

Il piacere che proviamo nel fare quello che ci ha assorbito è puro, indipendente da ricompense, premi e riconoscimenti ulteriori.

Abbiamo compiuto quell’azione spinti da una nostra volontà profonda, non mossi dal senso del dovere né da aspettative future. Ecco perché il Flow è uno dei modi più efficaci per coltivare la nostra felicità (trovi gli altri 5 modi confermati dalla scienza in questo articolo).

Queste, quindi, sono le principali caratteristiche dello Stato di Flusso.

Non male, vero? Scommetto che ti starai chiedendo come caspiterina possiamo raggiungere questo stato di estasi nelle nostre giornate.

Beh, non esistono formule magiche o trucchetti usa e getta per raggiungere lo Stato di Flow.

Anzi, lo stato di perenne disattenzione in cui siamo stati ridotti dalla “Dittatura dello Smartphone” ci rende quasi impossibile sperimentare questo peculiare stato psicologico (pensa solo a quante volte ti sei distratto leggendo questo articolo di poco più di 1.000 parole… sempre che tu sia arrivato fin qui!)

Ma non tutte le speranze sono perse.

Possiamo infatti ricreare nelle nostre giornate quello che è il terreno più fertile per far fiorire questo stato mentale. Per farlo però dobbiamo rispettare questi 3 requisiti…

I 3 requisiti del Stato di Flusso

A) Obiettivi chiari

Non mi stancherò mai di ripeterlo: impara a darti obiettivi rilevanti, specifici e ambiziosi.

Possiamo trovare il Flow solo facendo qualcosa che ci interessa, ci è chiaro e ci sfida.

…e quest’ultima caratteristica dei nostri obiettivi è particolarmente importante, infatti il secondo requisito per creare il terreno fertile per lo Stato di Flusso è…

B) Equilibrio tra le difficoltà da affrontare e le nostre competenze individuali

Attività semplici che non mettono alla prova le nostre competenze ci portano a provare apatia.

Nell’affrontare attività troppo semplici, ci sentiamo infatti rilassati, ma anche annoiati.

D’altra parte, se non abbiamo le competenze necessarie per completare determinate azioni ci sentiamo stressati.

Solo trovando il giusto equilibrio tra difficoltà e senso di maestria possiamo aspirare ad entrare nello Stato di Flow.

Questo specifico aspetto è spiegato egregiamente nella presentazione TED del Prof. Csikszentmihalyi:

 

C) Feedback immediati e certi

Che siano interni, ovvero emozioni o segnali del corpo, oppure esterni, i feedback sono messaggi che ci danno indicazioni su come stiamo lavorando al nostro obiettivo e funzionano come rinforzi positivi.

Le attività che ci portano nello Stato di Flow tendono a darci feedback immediati e certi.

Insomma, più agiamo, più ci sentiamo bene, appagati e competenti.

Questi sono i 3 requisiti fondamentali per entrare nello Stato di Flusso.

Conoscerli ti aiuterà a coltivarli. A tal proposito…

Conclusioni e una sfida per te…

Mi auguro che questo articolo dedicato allo Stato di Flow ti abbia stimolato ad approfondire ulteriormente questo argomento, ma soprattutto mi auguro che inizierai a ricercare lo Stato di Flusso nelle tue giornate.

Ecco dunque la sfida che ti lancio (anzi due sfide!):

  1. Qual è un hobby, uno sport o un’attività che in passato ti ha fatto sperimentare lo Stato di Flusso così come te l’ho descritto? Se l’hai individuata, pensa a come dedicargli più tempo questa settimana.
  2. Come puoi modificare il modo in cui lavori o studi per trasformare i tuoi impegni in occasioni per entrare quanto più spesso nello Stato di Flow? (suggerimento: ripensa ai 3 requisiti necessari per entrare nel Flusso!).

Ti auguro una settimana di estasi 😉

Andrea Giuliodori.



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