Turni di Parola: come migliorare le tue “conversazioni” … con consapevolezza!


Ti è mai capitato che qualcuno ti “parlasse sopra”? Oppure al contrario che fossi tu a parlare sopra un’altra persona? Forse hai assistito ad una semplice violazione dei “turni di parola“.

Quando 2 persone interagiscono ciò che accade è una sorta di danza, dove ognuno cerca di prendere il proprio spazio e di fare la propria mossa. Non esiste una “etichetta per farlo”.

Diventare consapevole dei “turni di parola”, tuoi e altrui, può darti un grosso vantaggio competitivo in qualsiasi conversazione… buon ascolto:

Ascolta “312- I “turni di parola”: come migliorare le tue conversazioni… con consapevolezza!” su Spreaker.

Una intervista

Immagina la classica intervista che oggi puoi trovare su Youtube o su qualsiasi canale televisivo, immagina che durante questo scambio si percepisca che uno dei due “parla sopra l’altro”, che sensazione hai?

Spero che tu abbia immaginato una “brutta situazione” perché non è bello né per chi partecipa alla conversazione e né per chi assiste. Chiunque sarebbe pronto a dimostrare che parlare sopra gli altri non è la miglior strategia di comunicazione.

Nonostante ciò oggi, durante i dibattiti televisivi più accesi, chi riesce a sormontare il prossimo con le proprie parole sembra avere la meglio. Ma è in realtà un effetto “ottico” che in realtà può accadere anche nel bar sotto casa.

Parlare più forte, parlare sopra, sormontare il prossimo, sembra essere una strategia vincente. Ti chiudo la bocca a suon di parole, sembra quasi che l’interlocutore non riesca a trovare le parole per controbattere o che non sia rimasto come spiazzato.

Molte volte invece si tratta solo del fatto che le persone educate ascoltano quelle maleducate urlano! Si siamo d’accordo che se uno sta “lì impalato” non ci da una grossa sensazione di sicurezza personale, ma le cose non stanno così.

Comunicare

Chiunque abbia fatto un qualsiasi corso di comunicazione o abbia letto qualche libro avrà di certo sentito dire che questo termine significa “saper mettere in comune”, se non abbiamo nulla in comune non possiamo davvero comunicare.

E’ un po’ come dire che se si parlano due lingue diverse non riusciamo a capirci, allora che fare? Allora ci affidiamo al non verbale, ai gesti che di per loro sono “in comune” per definizione, visto che tutti abbiamo arti e viso.

Ma in realtà non è neanche così facile perché i gesti che fai in Italia sono diversi da quelli che fai in India ecc. Ciò che voglio dirti è che se tu non fai parlare il tuo interlocutore c’è ben poco da mettere in comune, non si tratta di una conversazione ma di un “comizio” o di una “strigliata”.

Hai presente quando la mamma rimprovera il bambino perché “ne ha fatta una grossa”? Il bambino resta li in silenzio e subisce la ramanzina della madre, molte volte pensando a tutt’altro ma non conta, ciò che conta è che anche in quel caso non c’è un mettere in comune.

Ora la puntata di oggi non serve per dirti di rispettare i “turni di parola” anche perché ne abbiamo già parlato nell’episodio, ciò che voglio dirti è che nelle condizioni sbagliate tutti possiamo tenere a non rispettarli. Notarlo può essere un ottimo punto per migliorare noi stessi sotto diversi punti di vista.

Tecniche segrete

Quando insegno nei corsi di comunicazione ciò che la gente vorrebbe conoscere non è questa cosa molto banale: porta attenzione a come ti comporti di fronte ai “turni di parola”, ma vorrebbe sapere “il trucco segreto per avere la meglio su tutti con la tua super comunicazione”.

Non è un male, a chi non piacerebbe conoscere il modo migliore per convincere, ammaliare, persuadere le persone che lo circondano? A poche persone, tuttavia sono qui a darti una cattiva notizia: una tecnica del genere non esiste, altrimenti te ne avrei già parlato 😉

E’ un parte è proprio così, in questi anni abbiamo visto decine e decine di tecniche, alcune anche molto strane e potenti per comunicare bene. Allora devi sapere che poche sono così utili come quella che hai ascoltato oggi.

Perché rispettare tali “turni” implica un sacco di cose: saper ascoltare, saper mentalizzare, saper attendere, saper entrare in relazione ecc. Tutte abilità fondamentali per poter comunicare efficacemente con chiunque.

Certo potrei dirti che se una persona ti sta antipatica ti basta interromperla di continuo per farla sentire a disagio, ma non hai bisogno che te lo dica vero? Lo facciamo già fin troppo facilmente con le persone che ci circondano.

Il timing

La vera sfida è fare il contrario rispetto ad interrompere gli altri, è riuscire a cogliere il momento giusto, l’attimo adatto per dire la tua, è una cosa che con le persone che ami ti riesce già bene, almeno spero.

Non solo con la gente che ami ma con tutte quelle persone rispettose dei tempi altrui, e devi tenere sempre a mente che il “timing” è forse una delle cose più importanti nella vita.

Perdona gli “ingelsismi” chiamiamolo come si deve il TEMPISMO è fondamentale in qualsiasi situazione della vita. Per tempismo non intendo il fatto di arrivare prima, di arrivare in tempo ma di arrivare “al momento giusto”!

Non è facile saper cogliere il “tempo giusto”, nella vita è spesso visto come una sorta di casualità ma può essere facilitata, come? Studiando, restando aggiornati, cercando di interpretare le cose che ci accadono attorno.

Non è un caso che facebook sia nata proprio in quel momento storico, non è il primo social anche se la gente è convinta che sia così. Era il tempo “dei social” e Zuckerberg lo ha capito e con qualche piccolo colpo di fortuna (e un piccolo furto intellettuale, che non biasimo fino fondo) ha costruito un impero.

Il “momento adatto” nella comunicazione è il “turno di parola”, non c’è momento migliore per inserirsi nelle conversazioni altrui. Al punto tale che se lo fai bene puoi entrare in relazione con gli sconosciuti, facendolo in modo adeguato e rispettoso.

All’aereoporto

Se mi hai seguito sui social negli scorsi giorni non ti sarà sfuggito che sono stato in trasferta a Taranto insieme all’amico e collega Luca Mazzucchelli. Mentre ero in aereoporto sento parlare di neuroscienze nella fila per l’imbarco dei passeggeri.

Erano due ragazzi giovani, uno diceva all’altro che per rilassarsi entrava nel famoso “stato alfa”, una cosa in realtà superata da anni. Io resto in silenzio e continuo ad ascoltare, fino a quando uno dei due dice: “ma sei sicuro che esista davvero questo stato?”.

Il ragazzo tentenna, io mi volto e in modo molto gentile dico: “ci sono molte frequenze cerebrali, tra le quali quella Alfa, ma di per se sono suddivisioni arbitrarie che non dicono molto su come una persona si sente”.

I ragazzi si guardano come per dire “ma tu chi caxxo sei” poi uno dei due scoppia a ridere e mi dice: “si è vero non esiste uno stato unico però è utile parlare di qualcosa di definito”. Insomma è nata una piacevole chiacchierata in fila.

Se l’avessi fatto fuori tempo non sarebbe importato il contenuto o il mio tono di voce, sarei stato percepito come un ficcanaso (cosa che comunque c’è stata ma non troppo) e invece i ragazzi sono diventati due nuovi follower dei miei profili social (anzi li saluto :-)).

I turni di parola

Rispettare i turni di parola e riuscire a coglierli richiede diverse abilità come la capacità di ascoltare, di mentalizzare e di dire le parole più adatte al momento giusto, non è facile per nulla ma possiamo aiutarci a farlo al meglio.

Una cosa è certa, se violi i turni di parola, a meno che tu non sia una sorta di autorità nel discorso, verrai percepito come una persona poco educata, poco attenta ed incapace di interpretare i segnali di transizione tra una conversazione e l’altra.

Tutto questo però non è matematico, lo sai ne parliamo sempre la psicologia per quanto sia una scienza non corrisponde alla previsione assoluta, per tanto evita di spaventarti se anche rispettando i turni di parola ti sembra che gli altri non ti ascoltino.

Tuttavia voglio dirti che ascoltando questi turni imparerai a capire meglio te stesso e gli altri, al di là del fatto che tu possa comunicarci in modo davvero efficace. Questo è un altro elemento fondamentale della razza umana!

Provaci e se non va in porto come credi modifichi il tiro, proprio come faresti se dovessi conquistare un nuovo partner, non puoi pensare che tutto vada secondo i tuoi piani, che alla prima richiesta l’altro ti risponderà con assoluta certezza.

Pietre ed esseri viventi

Bateson ripeteva spesso questo esempio che riporto: se dai un calcio ad una pietra questa si sposta in avanti in base a varie regole fisiche che potremmo quasi calcolare al millimetro. Tenendo conto sempre che non potremmo mai fare una previsione precisa se non in un laboratorio controllato.

Invece se dai un calcio ad un cane questo si gira e ti morde, invece di prendere la tua energia potenziale e trasformarla in energia cinetica, come succede per i corpi inanimati, il cane prende la tua energia e la trasforma in un atto di difesa personale.

Gli organismi viventi purtroppo (e per fortuna) sono altamente imprevedibili data la loro enorme complessità. Questo non significa che non si possano studiare ma solo che non esiste il determinismo dopo che la materia si è aggregata fino a far emergere la vita.

Quando invece parliamo di molecole, di interazioni energetiche tra particelle possiamo fare delle buone previsioni. Tutto questo per dirti che qualsiasi tecnica di comunicazione è utile, può ridurre la complessità del vivente, ma non è deterministica.

Quindi se anche rispettando i turni di parola ti sembra che la gente non ti ascolti, prima di passare al prossimo argomento che spiega un po’ meglio tale passaggio, ti consiglio di tenere a mente questa indeterminazione dei viventi, perché è molto importante.

Nessuno mi ascolta mai

Se la tua sensazione è che la gente non ti ascolti mai anche se applichi i consigli di oggi, anche se impari a comunicare bene, anche se fai corsi di comunicazione ecc. Ecco in questo caso è possibile che sia un tuo schema mentale appreso.

Non posso addentrarmi esageratamente in questo tema ma nel caso tu non ti sentissi mai ascoltato nonostante il tuo impegno, allora forse sei tu che pensi che le cose vadano in questo modo, anche qui notalo e mettilo da parte.

Qui ci servirebbe un’altra puntata però devi sapere che le cose potrebbero andare così: 1- Non mi sento ascoltato… 2- smetto di dire la mia… 3- la gente smette di chiedermi i pareri… 4- Ho avverato la mia stessa profezia!

Se questo è il tuo caso il mio consiglio principale è di parlarne con un professionista che magari sia addestrato nelle tecniche di terza generazione della pratica cognitivo comportamentale. Oppure lavorarci sopra con la meditazione scientifica e in particolare MMA.

Continuiamo questo affascinante argomento nel QDE di oggi dove ne vedrai davvero delle “belle” 😉

A presto
Genna



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